Incontro settimanale: Reggio Emilia

Proseguono regolarmente i nostri incontri di gioco.

Questa settimana l’appuntamento è fissato per giovedì 2 luglio alle ore 21 presso il bar Florida a Reggio Emilia in via Samoggia 12.

Ricordiamo che siamo sempre disponibili a spiegare a tutti gli interessati, veniteci a trovare e chiedete pure!

Come sempre fate cosa gradita lasciando un commento a questo post per segnalare la vostra presenza o meno.  A giovedì! Partecipate numerosi!

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Incontro settimanale: Fiorano Modenese

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Questa settimana l’appuntamento è fissato per giovedì 25 Giugno alle ore 21 (ma solitamente qualcuno arriva anche prima) di nuovo presso il pub Stonewall a Fiorano Modenese in via del Santuario 3.

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Il mistero del goban di Miyajima – parte 3

La settimana scorsa abbiamo scoperto che la partita raffigurata sulla tavola votiva nel Padiglione dei Mille Tatami a Miyajima è la celeberrima “partita che fece sputar sangue” disputata nel 1835 tra Honinbo Jowa e Akaboshi Intetsu.

Ma come mai proprio questa partita è stata offerta al tempio? Il mistero pareva insolubile fino a quando in questo blog giapponese ho trovato il bandolo della matassa. osservando bene la tavola si vede come nella parte inferiore sono riportati i nomi dei committenti in un lungo elenco. Tra questi c’è anche il nome di Ishigaya Kosaku. A molti questo nome non dirà nulla, ma cercando qualcosa di più sul suo conto si scopre che fu allievo di Shusaku Honinbo. Sì, proprio quel Shusaku che da molti viene considerato uno dei più forti, se non addirittura il più forte giocatore di Go di tutti i tempi.

Ishigaya era originario di Nomi, nella prefettura di Hiroshima, e a partire dall’epoca Meiji si occupò di dare risalto e prestigio all’operato del suo maestro, ad esempio curando e pubblicando nel 1900 una raccolta di sue partite dal titolo “Kogyoku Yoin”. Si può senz’altro dire che la fama di Shusaku fu dovuta, oltre che alla su indubbia bravura, anche all’opera di Ishigaya. Nel 1904 uscì alle stampe per la prima volta anche il libro ‘Zain Danso’, una storia dettagliata del go nell’epoca Edo, nel quale erano svelati i retroscena di intrigo politico che avevano coinvolto anche Jowa, e lentamente il ‘santo del go’ divenne Shusaku.

Non posso dirlo con certezza, ma la mia opinione dopo questa scoperta è che la tavola misteriosa sia un ringraziamento per la supremazia della scuola Honinbo sulla rivale Inoue.

A proposito di Shusaku e di Gennan Inseki, forse avrete sentito parlare della loro partita “delle orecchie rosse”, praticamente la più famosa nella storia del go, in cui Shusaku riuscì a recuperare da una situazione di svantaggio iniziale e a vincere contro Gennan.

C’è un curioso seguito alla storia della rivalità tra le scuole Honinbo e Inoue, infatti nel 1861, Honinbo Shuwa stava lottando per ottenere il posto di Meijin Godokoro e subì una sconfitta cruciale ad opera di Inoue Matsumoto Inseki. La cosa curiosa è che Matsumoto era certamente inferiore a Shuwa come giocatore, ma in quella occasione partì in vantaggio e non commise il minimo errore sino alla fine, vincendo di un solo punto. Matsumoto giocò talmente al di sopra del suo solito che si cercò una spiegazione soprannaturale: doveva essere stato posseduto dallo spirito di Gennan (morto nel 1859) desideroso di vendicarsi degli Honinbo.

Come vedete ci sono parecchie storie di fantasmi nel mondo del go! Occhiolino

rairaiIl Senjōkaku ha però un’altra pagina di storia del go da raccontare: direttamente di fronte alla famosa tavola votiva con la partita, appesa al soffitto c’è una calligrafia del Grande Maestro ‘santo del Go’ (Kisei) Fujisawa Shuko, recentemente scomparso.

Pare sia una tavola donata al tempio durante l’apertura del torneo di Go organizzato nel 1996 per celebrare i 1400 anni di consacrazione del santuario di Itsukushima. Nella calligrafia spiccano due grandi ideogrammi: 磊磊 (rairai) dal significato difficile da tradurre ma che si può rendere come: “Quando si accumulano le pietre, mantenere il cuore aperto e non preoccuparsi delle questioni minori”.

E con questo consiglio da parte di un grande maestro, termina questo viaggio in tre puntate sul misterioso goban di Miyajima, che ci ha raccontato una parte di storia del Giappone e del Go.

Spero abbiate gradito, io certamente mi sono divertito molto!

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Incontro settimanale: Reggio Emilia

Proseguono regolarmente i nostri incontri di gioco.

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Il mistero del goban di Miyajima – parte 2

senjokaku3Come ricorderete dalla settimana scorsa, nel “Padiglione dei 1000 tatami” o Senjōkaku nella città di Mijajima si trova un pannello di legno con la raffigurazione di una partita di go. Qual è la sua storia? Di che partita si tratta? Per lungo tempo ho cercato di trovare informazioni a riguardo, ma inutilmente.

Soltanto di recente ho trovato un articolo in questo blog che ha fatto luce sul mistero, ma andiamo con ordine.

Nel 1587 il monaco e diplomatico Ankokuji Ekei ebbe l’ordine da Toyotomi Hideyoshi di costruire il Senjōkaku per ospitarvi una grande raccolta di sutra (testi sacri buddisti) da far cantare ai monaci in onore dei caduti in battaglia.  Alla morte di Hideyoshi avvenuta 11 anni dopo la costruzione però si interruppe.

Invece del giovane erede di Hideyoshi, al potere salì infatti Ieyasu Tokugawa, e per questo motivo il Senjōkaku voluto da Hideyoshi rimase in una condizione di incompletezza, mancando delle pareti laterali e di parte della pannellatura del soffitto.

All’inizio del Periodo Meiji, per via della separazione tra buddismo e shintoismo voluta dal governo, la statua votiva del Buddha seduto presente in origine nel padiglione fu trasferita al vicino tempio Daiganji, mentre il Senjōkaku venne consacrato come tempio subordinato al santuario di Itsukushima alla memoria di Toyotomi Hideyoshi e di Katō Kiyomasa, e nominato Santuario Hokoku.

All’interno del padiglione sono appese molte tavole votive, in giapponese ema (絵馬), e molte raffigurano cavalli (letteralmente il termine significa ‘pittura equestre’) che in origine erano veramente donati in offerta al tempio.

panel_2Ma veniamo alla misteriosa ema raffigurante un goban con una partita in corso.

La tavola fu donata al tempio da giocatori di go dell’era Meiji (quindi relativamente recente) e la partita rappresentata è il celeberrimo “blood vomiting game” che potremmo tradurre in italiano con “la partita che fece sputare sangue”, disputata tra Honinbo Jowa e Akaboshi Intetsu il 27 giugno del 1835.

Forse non tutti i giocatori moderni lo sanno, ma ai tempi dello shogunato di Tokugawa il governo giapponese supportava quattro accademie di go , le scuole Honinbo, Hayashi, Inoue e Yasui, che erano in perenne competizione per il titolo di Godokoro (ministro del Go), che conferiva prestigio e fondi. La scuola Honinbo fu fondata per prima, e il fondatore Honinbo Sansa fu insignito per primo del titolo meijin (uomo brillante), il riconoscimento dato al giocatore più forte del momento. Oda Nobunaga in persona commentò una mossa di Sansa esclamando “meijin!” e da quel momento il termine fu usato per indicare il giocatore più forte.

La partita che ci interessa fu l’epilogo di una disputa per il titolo di Meijin tra il detentore Honinbo Jowa e il suo rivale della scuola Inoue, Genan Inseki. Non riuscendo a combattere direttamente dopo accuse e polemiche, Genan fece sfidare Jowa dal suo migliore allievo, Akaboshi Intetsu, sperando di riportare il titolo di meijin alla scuola Inoue. Per assicurarsi la vittoria, Genan Inseki studiò una mossa segreta (una variante del complicatissimo taisha joseki) che inizialmente portò in vantaggio l’allievo Akaboshi.

La leggenda vuole però che a Honinbo Jowa fossero suggerite ben tre mosse vincenti da… dei fantasmi! (ricorda niente?) che gli consentirono di recuperare lo svantaggio e di vincere per abbandono. La partita durò quattro giorni di seguito, e al termine Akaboshi sputò sangue (secondo alcuni immediatamente sul goban, secondo altri poco tempo dopo) e in pochi mesi morì. E’ opinione comune che fosse già ammalato da tempo, ma lo sforzo della partita potrebbe aver causato un peggioramento fatale.

Per ora termino qui, ma la storia prosegue: nella prossima puntata vedremo che questa tavola misteriosa ha ancora molto da raccontare, e spunteranno nomi molto famosi!

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Il mistero del goban di Miyajima – parte 1

toriiNel 2008, durante il mio ultimo viaggio in Giappone, ho visitato la città di Miyajima sull’isola di Itsukushima. E’ un sito molto famoso, l’isola si trova di fronte alla città di Hiroshima e si raggiunge con 10 minuti di traghetto.

Il complesso del santuario shintoista di Itsukushima è uno dei più fotografati nelle guide turistiche, soprattutto il grande torii (il portale simbolico) che sorge dalle acque del mare di fronte al tempio.

senjokaku1A poca distanza dal famoso santuario, vicino ad una bella pagoda a cinque ordini, si trova un grande padiglione senza pareti, dal legno segnato dagli anni e dalle intemperie. All’interno alle travi del soffitto sono appese decine e decine di tavole di legno dipinte o intagliate, molte delle quali dall’aspetto antico.

 

senjokaku2I soggetti raffigurati sono perlopiù cavalli o scene di battaglia, oppure calligrafie in ideogrammi, ed ancora un guscio di tartaruga e delle riproduzioni di enormi mestoli per il riso.

Improvvisamente un pannello attirò la mia attenzione: vi era infatti raffigurato un goban con una partita in corso, e sulle pietre le mosse segnate. Un vero e proprio kifu!

panelDoveva essere senz’altro una partita storica e degna di nota. La fotografai ripromettendomi di scoprire qualcosa di più. La guida turistica a malapena menzionava il tempio, citandolo come il Senjokaku: il “padiglione dei mille tatami”.

Cosa ci faceva un kifu in un posto del genere? Mi ci è voluto un bel po’ per scoprirlo! La prossima settimana sveleremo il mistero, per ora gustatevi le fotografie Sorriso

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Anche su Caprica esiste il GO !!

Caprica_GO

Nella puntata 2 della serie TV di fantascienza Caprica, viene inquadrata una partita di GO, la scena si svolge in una strada della città di Caprica City e si intravede addirittura uno spettatore in abito scuro. La sequenza dura solo 2-3 secondi ma è sufficiente per riconoscere il gioco e vedere una mossa della partita. Abbiamo l’ennesima conferma che il gioco del GO esiste immutabile nel tempo e nello spazio, anche nel lontano futuro delle dodici colonie di Kobol.

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Incontro settimanale: Fiorano Modenese

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