Nongshim Cup

Si sta per concludere la Nongshim Cup, una competizione sponsorizzata dall’omonima multinazionale coreana, famosa tra l’altro, per i suoi noodles istantanei.

Ad oggi in una, se volete irrazionale*, classifica delle partite vinte di questa edizione, la Corea del Sud fa la parte del leone, con 8 vittorie, ma è interessante che, al secondo posto, con 1 vittoria di Shibano Toramaru e 3 partite vinte da Iyama Yuta, ci sia il Giappone (la Cina segue con 2 partite vinte).

Il Go è un gioco cinese, arrivato in Giappone dopo essere passato in Corea, ma il fatto stesso che in Occidente lo si chiami Go, in una specie di diminutivo del nome giapponese i-Go (囲碁), la dice lunga sull’importanza che il paese del sol levante ha avuto nella sua storia.

Comunque, l’unica vittoria della coppa Nongshim, da parte del Giappone è stata nel 2006: sono passati 20 anni! E non sono stati anni facili. Nel 2017-18, ci furono 5 sconfitte (5 – 0) e, negli ultimi tre anni, 1 sola partita vinta ad edizione.

Domani, alle nostre 7 del mattino, si giocherá la finale del torneo e, il numero uno del ranking mondiale, il coreano Shin Jinseo, affronterà il giapponese Ichiriki Ryo, che quest’anno è già alla seconda finale internazionale. Di seguito il link per chi volesse vedere la partita:https://www.youtube.com/watch?v=qVM_iipEB6E

Anche grazie all’AI, il vento sta finalmente cambiando per il Giappone del Go?

*irrazionale perché nel torneo, la cosa non ha un vero significato.

La formula del torneo è la seguente: 3 nazioni (Cina, Giappone e Corea, qui citate in ordine di popolazione). Tempo di gioco: un’ ora per ogni giocatore, a cui segue un periodo di byo-yomi di 1 minuto per mossa. Si gioca una partita al giorno, il perdente viene eliminato, mentre il vincitore resta in gioco per affrontare il giocatore successivo. Il nigiri (sorteggio della prima mossa) viene effettuato ad ogni partita. L’ultima squadra rimasta in gara vince il torneo.

La squadra vincitrice riceve un premio in denaro di 500 milioni di won coreani (quasi 300.000 €).

Se un giocatore vince piu partite consecutivamente, riceve un bonus di 10 milioni di won (~6.000 €) per ogni vittoria a partire dalla terza.

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Il Club vi aspetta!

goclubAnnunciamo con piacere che sono ripresi ormai da qualche tempo i regolari incontri di gioco del Club, ci trovate tutti i giovedì alla birreria Keller in località Tre Olmi a Modena. (per info e conferma sulle serate scriveteci una mail, l’indirizzo lo trovate qui) Siete incuriositi e volete saperne di più sul gioco del Go? Sedetevi con noi e chiedete pure, saremo felici di spiegarvi le basi e di rispondere alla vostre domande. Sapete già giocare e volete passare la serata tra birra e Goban? Sedetevi con noi e.. buona partita! In ogni caso.. A presto!

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Venite a trovarci alla Play!

in Fiera a Modena, il 21 e 22 Maggio

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Mossa al Nero

Black to Play: ottimo sito per esercitare la lettura

https://blacktoplay.com/?p=67
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Buon Natale e felice 2021

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Lezioni online gratuite

Lezioni Gratuite

Il Go è stato inventato in Cina tra i 3 e i 4.000 anni fa, ed è ancora giocato oggi grazie alle sue regole semplici – al limite della banalità – che nascondono una complessità tale da averlo reso l’ultimo gioco in cui il computer ha superato la mente umana (nel 2016, con un sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato da Google).

Offriamo delle brevi lezioni online, tramite Skype e il server OGS, online-go.com per imparare le regole del gioco e iniziare a giocare.
Contattaci rispondendo a questo post, o all’ indirizzo:

ale _at_ tortellinogoclub.org

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Easter shell!

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眠らない nemuranai (don’t sleep, won’t sleep)

In Giappone è presente l’uso di vendere i Goban che sono stati usati in partite importanti, spesso facendoli autografare dai giocatori.

Le grandi associazioni di professionisti, si autofinanziano anche vendendo agli appassionati dei goban autografati da famosi professionisti, che costituiscono un regalo prestigioso e prezioso.

Sono solo manie da collezionisti?

Anche in Occidente sono presenti usi simili (es: la vendita di quadrati del prato su cui si è giocata la finale dei mondiali di calcio), ma nel sentire giapponese, la cosa ha radici più profonde, connesse con l’animismo Shintoista che, anche oggi, convive nel paese con la tradizione Buddista.

Condivido di seguito un brano preso dal libro di Marie Kondo sul riordino, che, qualche anno fa, ha furoreggiato nelle librerie. Lo ho trovato interessante e rivelatore di un sentire profondamente diverso e lontano da quello della società razionalista in cui sono cresciuto.

Il processo del riordino sembra approfondire le relazioni non solo tra gli oggetti e la casa ma anche tra gli oggetti e noi, e tra le persone stesse. Mentre riflettevo sulla natura di questi rapporti, mi resi conto che i giapponesi trattano da sempre con rispetto gli oggetti di loro proprietà. Il concetto di yaoyorozu no kami, letteralmente «ottocentomila dèi», ne è un esempio. I giapponesi credevano che le divinità risiedessero non solo negli elementi naturali come il mare e la terra, ma anche nel fornello e in ogni singolo chicco di riso, e quindi trattavano tutto ciò con venerazione. Durante il periodo Edo (1603-1868), il Giappone aveva un sistema di riciclaggio efficace e bene organizzato, che impediva gli sprechi. L’idea che tutto sia dotato di uno spirito sembra essere scritto nel DNA giapponese.

Lo spirito degli oggetti ha tre aspetti: comprende lo spirito dei materiali di cui è l’oggetto è composto, lo spirito della persona che l’ha fabbricato e quello di chi lo usa. Lo spirito del fabbricante ha un impatto particolarmente profondo sulla personalità dell’oggetto. Ad esempio, questo libro che state leggendo è di carta. Ma non si tratta di carta qualsiasi. È carta impregnata del mio forte desiderio che vi mettiate a riordinare e dell’aspirazione ad aiutare chi vuole una vita piena di felicità. L’intensità di questi sentimenti continuerà a pervadere l’atmosfera anche dopo che lo avrete chiuso.

Alla fine, però, è il sentimento della persona che usa un oggetto, il suo modo di trattarlo, a determinarne l’aura (in giapponese si dice kuki-kan, letteralmente «sensazione dell’aria»). La luce emessa da questo libro, la presenza che proietta, dipende da voi e da come lo trattate, dal fatto che lo usiate o, invece, vi limitiate a comprarlo senza leggerlo. Il principio vale per tutto, non solo per questo libro: è la vostra mente a determinare il valore di tutto ciò che possedete.

Recentemente un’espressione che continua a venirmi in mente quando lavoro con i miei clienti è mono no aware. Questa frase giapponese, che significa il «pathos delle cose», descrive l’emozione profonda che proviamo quando siamo toccati dalla natura, dall’arte o dalle vite degli altri prendendo coscienza della loro essenza transitoria. Allude anche all’essenza degli oggetti e alla nostra capacità di coglierla. Quando i miei clienti procedono nel riordino, noto un cambiamento nelle loro parole, nelle loro espressioni facciali, come se diventassero più abili nel provare il mono no aware.

Da                             96 Lezioni di Felicità     di Marie KONDO
Titolo originale:       Spark Joy: An Illustrated Master Class on the Art of Organizing and Tidying Up.

Marie Kondo è una consulente e scrittrice giapponese, la sua biografia su Wikipedia indica che ha passato 5 anni come miko – una sorta di assistente, un po’ come i nostri chierichetti? 😉 – in un tempio. Non finisce mai di stupirmi quanto radicato e pervasivo sia lo Shintoismo nel popolo giapponese, che è comunque una delle maggiori potenze industriali e uno degli stati più tecnologicamente avanzati del mondo.

E’ a questa stessa credenza che si rifà l’apparizione di Sai nel primo episodio di Hikaru No Go, non appena il protagonista “vede” le tracce di sangue sul goban: Sai è diventato un fantasma – yurei – per la sua forte volontà di continuare a giocare e il suo spirito è rimasto legato al goban.

Sembra che in Giappone, i negozi di cose usate, siano meno diffusi che altrove: sarà paura dei fantasmi?

Di certo, però, esiste una legge che obbliga le società immobiliari ad informare i potenziali clienti degli eventi rilevanti avvenuti nelle proprietà, che in caso di crimini violenti, o suicidi, possono subire importanti deprezzamenti. http://www.tuttogiappone.eu/i-fantasmi-e-il-settore-immobiliare/

Stranezze del paese del Sol Levante, ma mi viene voglia di poter giocare su un Goban famoso, pervaso dallo spirito creativo e dalla forte volontà di vittoria di due maestri e di poterne essere a mia volta ispirato!

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Incontro settimanale rimandato

In accordo con le disposizioni regionali per la prevenzione della diffusione del coronavirus l’incontro del Club previsto per giovedì  27 febbraio  al Keller è ufficialmente rimandato. Il locale fa sapere che resterà comunque aperto, quindi ognuno si regolerà come ritiene più opportuno.

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Incontro settimanale: Tre Olmi (MO)

Proseguono regolarmente i nostri incontri di studio e gioco.

L’appuntamento è per giovedì 20 febbraio alle ore 20:30 presso la birreria Keller in località Tre Olmi a Modena in strada Barchetta 411/A.

Trovate la posizione sulla cartina cliccando qui.

Ricordiamo che siamo sempre disponibili a spiegare il gioco a tutti gli interessati, sedetevi con noi e chiedete pure!

Come sempre fate cosa gradita lasciando un commento a questo post per segnalare la vostra presenza o meno. A giovedì!

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